In libera ed in solitaria tra i monti del Gran Sasso

Weekend più caldo dell’anno, 5 e 6 Agosto 2017; a Roma non si respira, siamo oltre i 40°, non si muove una foglia (qualora si trovassero alberi), giornate da bollino rosso si raccomanda di non stare al sole. Questo è quanto? Bene, si parte per la montagna in cerca di frescura e qualche grado in meno; controllato il meteo non si parla di temperature accettabili sotto i 1500 m s.l.m.; il posto più facilmente raggiungibile dalla capitale e che abbia una sua dignitosa altezza nel centro Italia è il Gran Sasso con 2.912 m (la punta ovviamente, poi bisogna vedere se la strada ti porta ad altezze ragionevoli), per fortuna Campo Imperatore è un posto facilmente raggiungibile, su strada asfaltata (stato del manto buono direi) e con altitudini ottime, il punto più alto raggiungibile guidando è l’osservatorio  astronomico, con circa 2.135 m s.l.m. a queste coordinate:
Latitudine: 42.44275°
Longitudine: 13.55804°

La temperatura in pieno sole era ottima, c’era vento, si stava benissimo. Di seguito alcuni scorci lungo il percorso per arrivare, rubate mentre guidavo e/o con qualche sosta da sigaretta e panorama:

Giunto sul piazzale vicino all’osservatorio, capisco che non sono stato l’unico ad avere l’idea del fresco (ma và??), troppa gente per restare in pace a leggere/scrivere con Radio Rai3 che parla in sottofondo Jazz, mi giro e scendo di nuovo, me ne vado in disparte tra i monti dove non ci sono strade battute.

Ne approfitto per mangiare qualcosa, giusto un “nonnulla” come dice Giogione, con un buon bicchiere di vino del mio amico Simone Robertiello, Cantina biologica di Vignanello, vino che di solito acquisto a km 0 al “Mercato Contadino dei Castelli Romani” a Capennelle, quando riesco ad andarci a fare la spesa se non sono in giro a VAN-eggiare

Finito il pranzo, nel bosco al fresco e trascorsa qualche ora mi accingo a ritornare al piazzale dell’osservatorio, la gente sarà iniziata ad andare via sicuramente; nel tragitto mi imbatto nello scempio umano sulla montagna 

…sembra che l’incendio sia partito da un barbecue non gestito da alcuni ragazzi, quel giorno c’era vento forte purtroppo.
Con l’animo in pena per il boschetto dove avevo appena pranzato e che non ci sarebbe stato più da lì ad un’oretta (mi è anche andata bene ad andarmene prima) salgo in cima nel piazzale antistante l’osservatorio e mi godo le ultime ore di luce mentre mi spreco a fare “cosedacampeggio” (dicesi “cosedacampeggio”: <perdere tempo a mettere cunei, aprire tendalini, attaccare il gas per il frigo, accendere un fuoco se e dove è possibile o necessario, controllare il livello delle acque, attaccare l’inverter per il portatile, caricare il telefono, pulire sul pulito, ordinare l’ordinato finché non diventa entropia, ecc.>)

Nella spiegazione di “cosedacampeggio” ho dimenticato di includere <rompere le palle al prossimo> che oggi si traduce in <socializzare>, pertanto vedendo movimento dalle parti dell’osservatorio mi avvicino a scambiare qualche parola con il tizio, che mi spiega di lavorare lì, (sarà un astronomo?) e che la sera organizzano nell’osservatorio, previa prenotazione, una piccola conferenza, la visita alle cupole e l’osservazione di corpi celesti medianti i telescopi che vedete sotto in foto. Visto il poco inquinamento luminoso è molto visibile in questo periodo anche la via lattea, che volevo fotografare ma sono incapace e non attrezzato.
Qui il link per prenotare le visite: http://www.oa-roma.inaf.it/cimperatore/it/visitors.php

Ad ogni modo, fatta la chiacchierata e fatta “una certa” – detto capitolino, mi godo il silenzio ed il fresco, mi ritiro nella mia magione e mi preparo la cena ed un film; sul tardi vado a dormire col vento che soffia forte e mi fa ballare il furgone e col piacevole fresco …che a notte fonda diventa freddo; dormivo con un doppio lenzuolo, un copri-piumino vuoto, una copertina di lana, un telo da mare di fortuna che porto sempre nel van ed alle 5:00 ho dovuto accendere la Webasto perchè non si riusciva a dormire dal freddo …ed anche dal ghigno pensando alla povera gente in città che sudava stando immobili sotto i ventilatori. 
Mi sveglio, vado di radio e di moka, mi faccio una lunga camminata e torno per pranzo; è tempo di rientrare, esperienza sempre traumatica, circa un paio d’ore di guida tranquilla, man mano che scendo sento il calore che aumenta, arrivo prima di sera, sembra stare all’inferno, per fortuna sono previste perturbazioni che dovrebbero abbassare le temperature, speriamo! Nell’attesa mi programmo la prossima fuga…

la dura vita del VAN-eggiare!!

qui il piccolo percorso:

Un saluto a tutti
VAN-eggio

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