Valle del Douro - un fiume diVino

Sono partito da Roma con il mio “Gran Ducato di VAN-eggio” verso la metà di Settembre e attraversato con piacere la Provenza e la Spagna, con la fretta quasi di arrivare in Portogallo, che era poi la destinazione finale e l’oggetto di questo itinerario di 21 giorni; l’idea era quella di approcciare il Portogallo partendo dal nord e proseguendo verso il Sud nell’Algarve, con la speranza che dopo 3 settimane sarei arrivato a sud ad Ottobre con temperature più accettabili (strategia che poi è risultata del tutto inutile), sarei comunque partito dal nord se non altro per la curiosità e la fretta di voler visitare la valle del Douro e guidare il mio van scorrazzando lungo le aziende vinicole.
Prima di partire, già mesi prima, avevo letto moltissimo su questa fertile valle e la sensazione che avevo maturato prima e durante la partenza era quasi che il viaggio sarebbe iniziato quando mi sarei trovato in quella fantastica valle, perché rappresenta il “trait d’union” delle mie passioni, viaggiare ed enogastronomia (più “eno” che gastronomia in questo caso).

La valle del Douro (patrimonio dell’Unesco) è la zona madre della produzione dei vini portoghesi, “il porto”, senza nulla togliere al resto dei preziosi vitigni di notevole valore sparsi in tutto il paese. L’aspetto più affascinante che ho riscontrato visitando le aziende vinicole è il recupero delle tecniche di vinificazione del “vino in anfora”, più frequente  nell’Alentejo che nel Douro in verità, una tecniche ripresa degli antichi romani; perché bisogna sapere che qui le piante di “Vitis Vinifera” vennero portate da quei grandi navigatori che furono i fenici e successivamente i romani come al solito ci misero il genio edificatore costruendo strade, muri di contenimento a secco (socalcos) e produzione in termini massivi; qui di seguito il procedimento in anfora che si sta rivalutando: 

http://vinhodetalha.vinhosdoalentejo.pt/

Inizio l’avventura del Douro dalla cima della vallata, entrando in Portogallo partendo dal primo paese del confine Spagna-Portogallo: “Miranda do Douro” per scendere poi tutta la produzione vitivinicola fino a Porto, da sempre centro di scambio commerciale marittimo dell’intera vallata e del centro-nord del Portogallo.
Attraverso un paesaggio in cui gli antichi argini del Douro, costituiscono oggi la ricchezza di questa valle; è come se questo lungo e antico fiume, di circa 900 km, che attraversa gran parte della Spagna fino in Portogallo alla città di Porto, fosse stato da Bacco trasformato in un lungo serpente rosso rubino, un indotto economico antichissimo.

Le acque del Douro hanno fatto da minimo comune denominatore in un binomio tra uomo e vino, sono state navigate per secoli e secoli con chiatte, imbarcazioni e altri stratagemmi per portare il vino (in botti sempre  non troppo piene per permettere di galleggiare in caso di incidenti) fino al mare e quindi in navi verso terre lontane, in particolare la regione esplose quando gli inglesi, in tempi in cui il commercio con la Francia non poteva essere florido, spingendosi più a sud scoprirono i vini del Douro dal monastero di Lamero e questi per permettere al vino di affrontare un lungo viaggio aggiunsero piccole quantità di brandy, la miscela ebbe subito un enorme successo e non solo in Inghilterra. Un tempo, prima dei motori a scoppio, le imbarcazioni che trasportavano il vino fino a mare si trainavano grazie ai buoi lungo gli argini, 15 giorni il record per risalire controcorrente la vallata dal mare fino a Pinhão, la zona più fertile dove sono presenti la maggior parte dei vigneti e delle Quintas.
E’ difficile resistere a non fotografare la vallata guidando lungo le stradine circondate da vigneti, che costituiscono circa 250.000 ettari coltivati, considerando tutto il letto del Douro; un territorio unico che ha il vanto dal 1756 di fregiarsi del titolo di “Regione Vinicola più Antica del Mondo”. Anche se devo dire che questa immagine presa in una famosa cantina di Montepulciano parla chiaro:

Come sempre, per comprendere le produzioni di un territorio, bisogna partire dalla morfologia del terreno. Qui nei vitigni del Douro, per il 90% su terreni sconnessi che scendono ripidi verso il fiume, la raccolta avviene rigorosamente a mano durante la vendemmia, attività che dura almeno 2 mesi per le grandi tenute e questo ovviamente implica tutta una serie di tecniche di vinificazione rispetto ad un terreno pianeggiante. La particolare esposizione degli argini al possente sole portoghese legato al clima e all’umidità del fiume rende questo territorio unico nel suo genere, non solo per i vigneti ma anche per gli uliveti (altra nota produzione di eccellenza).  La vallata del fiume è protetta da montagne che bloccato le correnti provenienti dall’oceano pur conservando un clima mite e stabile.

In molte delle “Quintas” (nome medioevale delle tenute) presenti lungo tutta la valle, oggi è possibile effettuare visite guidate nei vigneti e nelle cantine, approfittare di degustazioni  e acquistare direttamente vino, olio, gadget e pernottare in soluzione b&b nella Quinta. 
E’ oramai una dichiarata meta turistica e romantica direi, percorrere le vecchie rotaie in treno tra stazioni ornate di azzurro azulejos può essere romantico si, ma soprattutto quando esci dalla degustazione dei vini ubriaco perso!
Ci sono diverse compagnie turistiche che organizzano tragitti dalla città di Porto con delle imbarcazioni che risalgono il Douro fino a Pinhao.

https://blog.winetourismportugal.com
https://blog.winetourismportugal.com
https://de.wikipedia.org/wiki/Pinh%C3%A3o#/media/File:Esta%C3%A7%C3%A3o_do_Pinh%C3%A3o.jpg
https://de.wikipedia.org/wiki/Pinh%C3%A3o#/media/File:Esta%C3%A7%C3%A3o_do_Pinh%C3%A3o.jpg

Alcune soluzioni turistiche forse un po’ troppo spinte in quel lusso (piscina, spa, ecc.) che snatura l’essere agricolo originario dell’azienda stessa secondo me,  per fortuna il rigido disciplinare dei vini del Douro conserva le tradizioni di viticultura per la produzione.
Un territorio comunque da scoprire e da approfondire su molti aspetti enologici, turistici, gastronomici e paesaggistici. Potete farvi guidare dall’ottima guida italiana a Lisbona quando andrete in questo meraviglioso paese (https://lillyslifestyle.com),  anche per esperienze nel Douro.

Le case vinicole più blasonate sono Sandeman, Calem, Ramos, Ferreira e Pinto; mentre le Quintas sono  maggiormente concentrate a Pinhão e sono: “Quinta do Noval”, “Quinta do Crasto”, “Quinta do Seixo” e “Quinta do Vale Meão”. Io ho scelto come prima visita “Quinta Nova” (250 anni di storia). Raggiungere la tenuta con VAN-eggio non è stato così facile, diciamo che se avete un camper ingombrante prendetevi il vostro tempo con largo anticipo rispetto alla prenotazione (obbligatoria), le stradine sono un po’ strette ma percorribili senza problemi. Percorrendo a piedi i vigneti durante la visita guidata si possono apprezzare le principali cultivar del territorio, più o meno simili per quasi tutta la produzione del Douro e sono: Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Barroca, Tinta Roriz, Tinta Amarela per le uva a bacca nera; mentre più comunemente le cultivar Viosinho, Gouveio e Rabigato per i bianchi.

La visita inizia come dicevo all’esterno nelle vigne, per poi entrare nel vivo dei processi di vinificazione negli spazi per l’elaborazione, il trattamento, la conservazione e l’affinamento del prodotto finito all’interno, tutti processi regolati dal disciplinare per il porto del Douro.

Il tour continua nelle cantine di maturazione (locali che preferisco) dove è possibile apprezzare le otri in terracotta, passando dal museo degli attrezzi e per finire in bellezza con la degustazione di tre tipologie di vino (la degustazione deve essere specificata in fase di prenotazione).

Ora fin qui tutto ok, tutto bellissimo e affascinante, se non fosse che finora ho omesso un piccolo particolare, la prenotazione fatela di pomeriggio se è possibile, perché “tracannarsi” 3 bicchieroni di ottimo vino alle 11:00 di mattina a stomaco vuoto, come ho fatto io, vi salverà solo se siete viaggiatori camperizzati. Sono uscito dalla visita guidata VAN-eggiando più di quanto già esprimo naturalmente. Per fortuna avevo un letto prima di rimettermi alla guida. 

Qui la mappa in dettaglio del percorso effettuato nella valle del Douro. Da Miranda Do Douro fino a Porto.

Se siete appassionati di vino il Douro è una tappa obbligatoria, se non lo siete andateci per appassionarvi.

Un Saluto a tutti
VAN-eggio