Parco Regionale Maremma e Riserva Naturale Diaccia Botrona

Di architettura e di borghi ne abbiamo visitati tanti, è tempo di iniziare le escursioni in natura e godersi queste prime giornate primaverili. La Toscana offre sul litorale due bellissime realtà, il “Parco Regionale della Maremma” e la “Riserva Naturale di Diaccia Botrona“, due luoghi perfetti per passare qualche giorno in natura. Il Parco della Maremma è ben organizzato e offre tantissimo per tutte le età, tasche, attività sportive e/o semplici passeggiate.
Partiamo da Roma molto presto per fare colazione ad Orbetello, in una pasticceria che è diventata meta obbligata ogni volta che passiamo da quelle parti (e qui inizio con l’angolo della rubrica enogastronomica, che non faccio mai mancare).
Passare da Orbetello per arrivare all’ingresso del Parco della Maremma ad Alberese per le 9:30, obbligava la partenza da Roma quasi all’alba (quando si dice che tira di più una pasticceria al mattino che…).
Mi riferisco all’Antica Pasticceria Ferrini”:

Personalmente entro sempre con buoni propositi per assaggiare qualcosa di nuovo ma alla fine scivolo sul classico è più forte di me, che è poi ciò che rende famosa la pasticceria “Le Tette di Monaca”, un pan di spagna ripieno di crema pasticcera della consistenza di una nuvola, il pan di spagna ha la medesima morbidezza della crema, una libidine. E’ una ricetta originaria pugliese credo, anche nota come “Tette di Venere”; Ferrini ultimamente le propone anche in diverse versioni (pistacchio, cacao ecc.) ma le tradizionali non si battono.

Ovviamente le tette vanno mangiate in numero pari, sempre, per rispetto alla natura stessa, mai singolarmente, ci mancherebbe altro! Ferrini apre alle 7:30 ed io ero presente alla porta alle 8:30, in tempo per apprezzarne un paio, un caffè e proseguire veloci per Alberese, ormai vicino.
Raggiungo il mio pari Eurocamp all’ingresso del parco della Maremma già dalla sera prima;

iniziano i preparativi vari per scarpe da trekking, acqua, zaini, coltellino svizzero di puro elvetico acciaio temprato, panini, acqua, GoPro, biglietti e via per una semplice escursione di soli 4 km su un percorso semplice. Il parco offre diversi servizi per numerosi percorsi sia a piedi, in bici (si possono noleggiare le eBike) in canoa sul fiume Ombrone, escursioni notturne, in carrozza, a cavallo ecc.
Qui gli itinerari possibili a piedi e le rispettive distanze, insomma partiamo per una semplice passeggiata, ci prendiamo la mano, anzi il passo direi e torniamo la sera con 19 km in totale.
La prima tappa, la più impegnativa forse di tutto il percorso perché sale fino a circa 320 m s.l.m. va dalla biglietteria dell’ingresso al parco fino all’Abbazia di San Rabano.

All’abazia di San Rabano ci raggiunge un gruppo a cavallo, dev’essere altrettanto affascinante la passeggiata a cavallo in quella natura. La prossima volta, sentieri diversi e cavallo o eBike, la bellezza del parco è che è talmente grande che puoi ritornarci moltissime volte facendo sempre attività diverse.

L’abbazia di San Rabano, fondata nell’XI sec. era un tempo collegata all’Aurelia da una stradina lastricata detta della “Regina”, allego qualche foto dei cartelli informativi.

Vicino l’Abbazia ci sono due punti panoramici ricavati tra la vegetazione, dai quali si può ammirare la costa e le isole antistanti.

Dal belvedere prendiamo una stradina in mezzo ai boschi per uscire su un bellissimo uliveto, breve sosta e bivacco all’ombra, dall’uliveto nel parco si produce dell’olio bio e IGP, che dovrò assolutamente assaggiare prima o poi!

Dall’uliveto, costeggiando il fiume arriviamo finalmente alla spiaggia, per immergere le gambe nel freddo mare, un toccasana per la circolazione ed il recupero della stanchezza.

A parte sbagliare percorso rientriamo senza ulteriori soste verso i camper, oramai è tardi e per non arrivare col buio allunghiamo il passo. Questo il tragitto:

Ci aprono il cancello su un’area di sosta di prossima apertura, ancora con i lavori in corso, proprio antistante l’ingresso al parco, dormiamo benissimo anche grazie alla stanchezza.

Il giorno successivo sarà la volta della “Riserva Naturale di Diaccia Botrone” a Castiglione della Pescaia. E’ una zona umida dove si può praticare birdwatching, a ridosso della pineta del Tombolo, creatasi originariamente dalla formazione di dune sulla costa che hanno permesso il passaggio di acqua salmastra, salvata dalle opere di bonifica resta oggi ancora, sebbene ridotta rispetto al passato, un importante ecosistema che contribuisce alla salvaguardia della biodiversità. “Casa Rossa” o “Casa Ximenes” è una costruzione ancora visitabile risalente all’epoca delle bonifiche.

I sentieri sono chiusi per ristrutturazione dei ponti in legno, abbiamo chiesto permesso alla forestale per attraversarli ed arrivare ai capanni (hmmm!!).
Abbiamo trovato un posticino dove poter consumare il pranzo con il nostro BBQ senza fiamme libere, giusto per salvare l’ambiente e la propria forma fisica!

Il rientro è sempre traumatico quando passi qualche giorno fuori in camper; per non subire drasticamente il trauma del ritorno in città ci fermiamo a Tarquinia per il tramonto.

Per poi affogare nuovamente nel GRA, il grande anello di fuoco.

<un anello per domarli, un anello per ghermirli e nello smog incatenarli tutti>


Un Saluto a tutti
VAN-eggio

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