Slovenia VAN-eggio

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Caporetto #Slovenia

Kobarid, meglio conosciuta come “Caporetto” soprattutto per il triste evento bellico del 1917, si trova in una splendida vallata verde, circondata da montagne e tagliata dal fiume “Isonzo”. 
Partiamo da Roma con il mio amico, anch’esso possessore del mitico Van “Trigano Eurocamp”, per percorrere la natura della Slovenia e quando possibile assaggiare qualche tradizionale piatto della cultura enogastronomica slovena, che si sta per affacciare alle porte della cucina stellata internazionale, trainata da quel genio di “Hiša Franko“, inserita già da tempo nel “the World’s best 50 Restaurants

Sulla pagina bellica di Caporetto è inutile consumare mie inutili considerazioni storiche, lascio al noto storico “Alessandro Barbero” esprimere tutto il suo sapere in merito nonché il piacere a voi lettori di ascoltarlo.
Dico solo che non sono un fanatico delle guerre, anzi, sono stato obiettore per il solo fatto che le armi mi fanno schifo, ciononostante non è il primo sacrario che ho visitato, sono stato anche a Cassino e in Normandia al cimitero americano, quello del D-Day (impressionante!). Inoltre, non ne faccio un aspetto geo-politico di confini o stupidi perimetri nazionali, è che leggere targhe come “qui giacciono 7.014 italiani” che hanno combattuto contro l’impero Austro-Ungarico, oppure in Normandia, dove sono piantate in perfette ed allineatissime file 9.400 croci in marmo bianco mi fa l’effetto di silenziare quei pochi stupidi pensieri per le preoccupazioni quotidiane e centrarmi sui veri e concreti valori della vita. Mi sento fortunato ad essere nato in questo labile periodo di pace, ad essere in salute e ad avere non per ultimo il privilegio di poter viaggiare; perché viaggiare è un enorme privilegio, se ovviamente viene vissuto nell’ottica dell’arricchimento della persona.

Qui di seguito la storia di Caporetto da parte di Barbero:

Riproduci video su Caporetto #Slovenia VAN-eggio

Ricordo che all’ingresso del monumento alla memoria americano in Normandia la prima domanda che mi si palesò in mente fu dove e quante fossero le croci dei ragazzi dell’opposta fazione, perché la storia lo sappiamo la scrive chi vince e non perché abbiano perso non siano meritevoli di essere ricordati come uomini e per il grave e totale contributo che hanno dato in questa umana follia che è la guerra. Mi piacerebbe portare degli adolescenti in questi posti di silenzio, di silenzio soprattutto interiore, affinché non si avvicinino mai neanche da lontano a certe ideologie estreme. La morte non ha colori o divise, non ha nazioni o perimetri da difendere o invadere, non ha ragioni o religioni, la morte appartiene all’uomo in quanto tale e non promette vergini o paradisiaci panorami, non distingue tra colori, classi o gradi, è morte. È una sensazione forte solo scrivere questa parola! Non solo leggerla! Viaggiare vuol dire incontrare anche questi luoghi, perché “viaggio” vuol dire inclusione …e non esclusione, anche questi luoghi fanno parte dell’arricchimento della persona, ci appartengono, come ci appartiene la storia, i bei paesaggi, gli incontri, le strade percorse con i nostri amati camper, i viaggiatori, ecc.

Annesso al monumento alla memoria, dallo stesso parcheggio si raggiunge il Museo della Grande Guerra, noto anche come Museo di Kobarid. Dedicato ovviamente alla storia e agli eventi della Prima Guerra Mondiale, in particolare appunto alla Battaglia di Caporetto. All’interno del museo, i visitatori possono esplorare una vasta collezione di oggetti storici, uniformi, armi, documenti e fotografie. Le mostre sono organizzate in modo cronologico, guidando i visitatori attraverso gli eventi che portarono alla Battaglia di Caporetto e alle conseguenze che ne seguirono. Uno dei punti salienti del piccolo museo, organizzato in stanze, è una ricostruzione dettagliata delle trincee, che offre ai visitatori un’idea realistica di come fosse terribile la vita dei soldati durante la guerra. Il museo presenta anche una serie di pannelli informativi multilingue, video e installazioni audio che raccontano storie personali di soldati e civili coinvolti nel conflitto.

Messo un punto, dovuto, a Caporetto (Kobarid) ci apprestiamo ad addentrarci negli incantevoli paesaggi della natura slovena, prossima tappa Sdrednja Vas (camping Spellplatz).
Viaggiare in coppia di camper, tra l’altro uguali, è molto divertente!

Grazie per essere saliti a bordo – Buona strada e buona memoria a tutti
VAN–eggio

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