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Dopo un paio di settimane dall’aver assaporato la Toscana in camper sulla Via del Chianti, si inizia a soffrire di crisi di dipendenza da “bel paese”; c’è solo una soluzione per alleviare gli spasmi della crisi, ritornare in quelle verdi cartoline da copertina, ovviamente cambiando percorso; il problema è che la Toscana non ha una parte bella da vedere, è tutta bella e ovunque mangi benissimo, ad ogni modo come alternativa si opta per la Val D’Orcia.

La prima tappa, giusto per riagganciarci alla Via del Chianti e rimanere in tema, è la visita a Montepulciano. Ho trovato facilmente posto nel parcheggio vicino l’ufficio informazioni turistiche della Pro-Loco, ovviamente per un Van, per mezzi più grandi lo sconsiglio, molto vicino a “Porta al Prato”, per accedere alla parte vecchia del borgo. Montepulciano si presenta subito bellissimo da visitare, forse un po’ troppo “turistico”; è inutile cantare qui le lodi della bellezza del paese, famoso ovunque e visitatissimo da turisti provenienti da tutto il mondo; vi segnalo però che meritano una visita approfondita le “Cantine Contucci” dove ci si rende subito conto di non trovare altre aziende con la seguente scritta:

presenti già mezzo millennio prima della scoperta delle Americhe. Qui di seguito qualche scorcio dei sotterranei, dove risiedono botti antichissime, collocate in cunicoli scavati nella roccia a profondità importanti:

L’uscita, così come le entrate delle Cantine Contucci sono quasi direttamente su “Piazza Grande”, dove vi si affacciano appunto “Palazzo Contucci, la Cattedrale ed il “Palazzo Comunale”:

Dopo una bella camminata su e giù per le stradine di Montepulciano vale la pena fare un salto, in quanto molto vicino e su un bel percorso, a Pienza, credo il più famoso da un punto di vista artistico di tutta la Val D’Orcia. Il Duomo,

di particolare interesse architettonico, presenta sul selciato innanzi la navata un cerchio con 9 riquadri, nei quali cade esattamente l’ombra della figura della cattedrale nel giorno del solstizio e dell’equinozio (con uno scarto di 10-11 giorni in quanto all’epoca della costruzione della cattedrale vigeva ancora il calendario Giuliano.
Qui spiegato in dettaglio: [http://www.centrostudipientini.it/wordpress/?p=338

Oltre il duomo la cittadina, piccola ma curata come tutte le località d’eccellenza Toscane, si presenta come un presepe, si gira a piedi in pochi minuti, non è necessario neanche slegare le biciclette da dietro il camper.

Lungo tutto il fianco di Pienza, sul lato della vallata c’è una passeggiata molto suggestiva che affaccia su quello che è la fotografia rappresentativa della Toscana nel mondo, con i suoi cipressi:

A parte le bellezze che riempiono gli occhi e lo spirito non si può lasciare Pienza senza aver anche soddisfatto il palato e la pancia con il suo famosissimo pecorino (cacio-pecorino), si trova facilmente a Pienza un po’ ovunque sia in versione stagionato che semi-stagionato (quello stagionato comunque non è poi così duro, resta piacevolmente morbido) ed è il formaggio per antonomasia più conosciuto di tutti i prodotti della pastorizia in Val D’Orcia, stagionato per almeno 90 giorni in barrique di legno di rovere o in grotta. Non pensate di acquistare semplicemente un pecorino, perché già la scelta è impegnativa, c’è speziato, piccante, nero, magnifico, in crosta con agrumi, in grotta, sotto le foglie di noce ecc. Noi lo abbiamo preso e messo nel nostro frigo trivalente per poi gustarcelo parcheggiati con il panorama delle belle colline verdi della campagna toscana!
A settembre nella piazza antistante il Duomo si celebra la “fiera del cacio” con il “palio del cacio fuso” insomma il mondo del cacio-pecorino a Pienza è una cosa seria al pari del loro buon vino!
Lasciato Pienza in direzione San Quirico D’Orcia (tra i 5 itinerari più belli della via Francigena Toscana), c’è la “Cappella di Vitaleta” che ho cercato di visitare ma la strada era chiusa, si può ammirare però un bel panorama dalla strada sterrata ma facilmente percorribile anche in camper. San Quirico a differenza delle bellezze rinascimentali di Pienza conserva maggiormente un’architettura medioevale, lo si vede subito dalle mura esterne e dal trabocco, ristrutturato ed in mostra di fronte una delle porte principali d’ingresso al centro.

Da approfondire a San Quirico gli “Orti Leonini” con il monumento a “Cosimo III de’ Medici”

Da vedere anche la “Chiesa della Collegiata” risalente al XII sec.

Passo la notte in libera nel parcheggio comunale di San Quirico, tranquillo, illuminato e dal quale, cosa molto importante, si riesce facilmente a raggiungere il centro per il caffè la mattina. Per quanto sia un piacere il rito della moka nella propria cucina del Van, la mattina sento il bisogno di onorare la tradizione romana del bar (ognuno ha le sue fisime).
Come dicevo, insieme a San Quirico, Bagno Vignoni è tra i gioielli della zona e quindi fatta colazione giù via per Bagno Vignoni, molto vicino e raggiungibile attraverso il solito percorso mozzafiato, sulla SR2. Il paese di 30 abitanti, se così può essere definito, è solo un borgo che si sviluppa intorno a “Piazza delle Sorgenti” una vasca rettangolare del 500 con acque calde termali, rimasto invariato dal medioevo, attualmente centro di villeggiatura così come al tempo dei Romani e dei Medici. È un posto molto suggestivo specialmente la sera; con alcune locande e allo stesso tempo con alberghi di lusso dove vengono convogliate le acque termali per le spa. Meriterebbe una visita anche il “Parco Naturale dei Mulini“, centro del fiorente commercio di un tempo. Tra le pochissime attività commerciali del centro segnalo con piacere una simpatica libreria, presso la quale vado a curiosare ogni qualvolta visito Bagno Vignoni “Librorcia“; libri e Van è sempre stato un connubio forte per me, purtroppo la maggior parte del tempo viene assorbito dal mio essere itinerante più che stanziale lettore.

Di fronte Bagno Vignoni è ben visibile “Rocca D’Orcia” un paesino di origine etrusche un po’ più grande come estensione ma non come numero di abitanti, con un’importante rocca appunto sulla sommità del colle, un tempo importante centro della via Francigena, non ho foto della rocca perché era in ristrutturazione ma il paesino merita una passeggiatina.

Uscendo Da Rocca D’Orcia ci si ritrova sulla SR2, prendendo la SP53 (strada piena di agriturismi) poco dopo c’è un’indicazione verso “Monticchiello“, un bellissimo borgo sempre cinto dalle sue mura, fuori dai noti giri turistici ma molto attivo ed interessante dal punto di visto artistico e culturale; a Monticchiello ogni anno un’attivissima cooperativa organizza un evento molto famoso attraverso il “Teatro Povero di Monticchiello“. All’ufficio del turismo/informazioni abbiamo conosciuto un signore a cui gli va dato merito per le sue piacevoli spiegazioni sulla storia di Monticchiello e per il tempo che ci ha dedicato facendoci visitare il “Museo Tepotratos”. Ci tengo a sottolineare quell’incontro perché è raro avere certe piacevoli conoscenze ormai, esco da Monticchiello appagato ed arricchito.

Uscendo da Monticchiello e riprendendo la SP53 verso Roma poco dopo è obbligatoria una sosta alla “Quercia delle Checche” oramai sito riconosciuto, sotto la tutela Mibact, come primo monumento verde della storia d’Italia, sottoposto a tutela perché ritenuto “di particola interesse pubblico“. Un rovere di oltre 370 anni, non tantissimi o degni di nota nel regno vegetale ma sicuramente imponente ed importante come superficie occupata.

Sull’onda dell’ispirazione “natura” non si può non passare, in quanto relativamente vicini , dai Bagni di San Filippo o meglio “Il fosso Bianco” o meglio ancora “La Balena Bianca”; balena perché la formazione calcarea (bianca ovviamente, in certi periodi dell’anno) ricorda in qualche modo la bocca di una balena. Qui la sosta meriterebbe un bagno, una doccia nel proprio camper, una cenetta con uno di quei fantastici vini locali ed un pisolino in libera ma è tardi e bisogna rientrare purtroppo.

Lungo la strada per rientrare a Roma, un’ultima tappa a San Casciano dei Bagni, c’è un comodo parcheggio anche per i camper, per sgranchirsi un po’ le gambe ed ammirare la vallate da “Piazza Matteotti”.

In definitiva ho descritto solo parte dell’itinerario destinato alla Val D’Orcia, i punti più importanti diciamo, si può dire che un fine settimana (nel quale si parte dal centro Italia il venerdì sera per tornare lunedì mattina) è un po’ stretto per gustarsi a fondo tutto. Questo non toglie però di fare le cose con calma vedendo solo alcuni punti tra quelli che allego qui di seguito nella mappa:

così si ha sempre la scusa per ritornare in questo bellissimo parco artistico, naturale e culturale della Val D’Orcia, patrimonio dell’umanità, presente nella lista dei siti UNESCO dal 2004 come paesaggio culturale. 

<Questo riconoscimento è stato assegnato nel 2004 dal Comitato del Patrimonio Mondiale per l’eccellente stato di conservazione del paesaggio, figlio di intelligenti interventi dell’uomo, e per l’influenza che ha avuto sugli artisti del Rinascimento.>

Vi lascio le solite coordinate dove poter parcheggiare (da prendere con le dovute pinze in quanto il mio è un Van di 5,60m ed entro normalmente all’interno degli stalli del parcheggio standard di un’auto, per mansardati e motorhome, verificare prima):

Moltepulciano = 43.097734, 11.785081
Pienza = 43.078361, 11.680231
Cappella di Vitaleta = 43.070336, 11.642096
San Quirico D’Orcia = 43.058642, 11.606913
Bagno Vignoni = 43.029853, 11.620370
Rocca D’Orcia = 43.003629, 11.616446
Monticchiello = 43.066811, 11.725847
Quercia delle Checche = 43.023509, 11.721084
Bagni di San Filippo = 42.926417, 11.700224
San Casciano dei Bagni = 42.870205, 11.877474

Grazie per essere saliti a bordo – Buona strada e buon gusto a tutti
VAN–eggio

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