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Siamo in Calabria, nella provincia del capoluogo di Regione (CZ), più precisamente nel piccolo centro di “San Floro”; era da tempo che avevo incluso questa meta tra i miei viaggi enogastronomici da fare, anni fa lessi di San Floro e la loro iniziativa con il crowdfounding, una di quelle belle storie che sembrano utopiche per quanto fuori dal contesto in cui si sviluppano; una storia di un gruppo di ragazzi che salvarono il loro paese…

– Il protagonista della storia: il grano, quello vero, il grano antico.
– Il suo antagonista: una discarica di rifiuti tossici e pericolosi.
– Lo scrittore: una Start-up giovane e intraprendente.
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La trama: raccolta fondi in Crowdfoung per costruire un mulino a pietra per soli grani antichi.
– Finale <attenzione spoiling>: il grano vinse ed il progetto della discarica finì in un’altra discarica!;

Era l’anno domini 2016-2017, si narra di “Mulinum San Floro”, una voce di riscatto di un piccolo territorio in un piccolo comune in Calabria che, come molti in Italia, sono destinati all’abbandono oppure per perire in un fine anche peggio, nel caso di San Floro quel territorio sarebbe divenuto noto alle cronache per le dimensioni dell’immensa discarica in cui sarebbe stato destinato il piccolo comune, la più grande in Italia! Forse più grande anche di Malagrotta di Roma.

 

Fare rete in modo intelligente e qui ci sono riusciti alla grande, vuole esprimere tra le altre cose anche salvare un territorio, delle maestranze, creare una produzione sana e creare lavoro per molti giovani altrimenti destinati a nazioni o città più accoglienti, in una prospettiva di impiego, del nostro bellissimo e generoso mezzogiorno. L’iniziativa di “Mulinum” prende vita nel 2017 da un Crowdfounding, che finì per raccogliere oltre ogni aspettativa € 500.000, per fortuna non provenienti da fondi pubblici, quindi scevri da tutti i problemi burocratici ma direi soprattutto liberi dagli interessi dei politici di turno.

Il progetto nasce per recuperare o meglio realizzare forse è il termine più corretto, un mulino a pietra, funzionante come erano i mulini quando ogni piccolo comune nato lungo un fiume ne aveva come minimo cinque! Il progetto prevedeva anche di rilanciare il territorio attraverso la coltivazione di grani antichi. Oggi “Mulinum” infatti è una realtà oramai consolidata e diffusa in Italia; il modello ed il successo che ne è derivato dal piccolo comune di San Floro, in quella regione difficile per l’agricoltura per tante ragioni, è stato riproposto sia in Puglia che in Toscana e sempre per la produzione di farine di grani antichi macinati a pietra, come una volta. In Toscana hanno bissato il successo riuscendo a raggiungere la cifra di € 900.000.

L’interesse intorno al progetto “Mulinum” è cresciuto in modo esponenziale in questi pochi anni, trainato dalla meritata attenzione che i grani antichi stanno ottenendo ultimamente, una spirale di amplificazione che vede coinvolti diversi nutrizionisti, università ed esperti del settore. Oggi a Mulinum panificano pizza per diabetici (da farina “Verna” per diabete di tipo 1 Mellito) e pani per celiaci. I Grani antichi non hanno quella quantità di glutine dei moderni grani nanizzati e sono molto più ricchi di nutrienti in minerali, vitamine e proteine; non hanno bisogno di chimica per crescere e non hanno bisogno di diserbo perché le spighe del grano, quelle dei grani veri, non sono l’immagine del film “Il Gladiatore” dove il grano maturo si accarezza all’altezza della mano, i grani antichi possono essere anche più alti di un uomo maturo, da 1,5 m anche fino a 2 m, fanno ombra al suolo e non promuovono quindi la crescita delle infestanti che poi nell’agricoltura convenzionale vengono diserbate chimicamente. Le pietre recuperate nei mulini abbandonati della regione sono più che secolari e rare, in quarzo, una pietra idonea per la molitura in quanto non conferisce calore nell’attrito.

Gli ettari al momento per il progetto di San Floro sono circa 250, dove si coltivano le varietà “Senatore Cappelli”, “Verna”, “Maiorca”, “Farro” e “Segale”. Si trasformano direttamente a Mulinum in prodotti da forno, pizza e pane rigorosamente lievitato a lievito madre e cotto con legno d’ulivo, recuperato dalle potature degli uliveti che abbondano nel territorio. Il pane viene spedito un po’ ovunque in Italia ormai. Molte trasmissioni televisive hanno parlato dell’intraprendenza del gruppo, che vede Stefano Caccavari come artefice del tutto, elogiando le iniziative che hanno dato vita dal nulla a questo fiorente indotto. Dei miei vari viaggi con VAN-eggio sul tappeto enogastronomico queste sono le cose belle che mi piace scoprire, soprattutto al Sud. Spero che l’iniziativa continui a fare da apripista e ad accompagnare nel suo percorso di sviluppo un tessuto di sinergia verso i coltivatori di grani antichi, con metodi etici e naturali, come lo sono i grani antichi stessi nella loro natura, quando erano coltivati dai nostri avi.  

La pizza che ho assaggiato durante la visita, arricchita dall’accogliente servizio e dalla dettagliata descrizione del progetto è stata oltre che squisita molto leggera, nonostante conosca bene i grani antichi la totale assenza di gonfiore mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, forse perché comunque ci si aspetta sempre anche un minimo di gonfiore quando mangi una pizza accompagnata da birra (birrificio artigianale locale ovviamente).
Complimenti per i prodotti, per il progetto, per la sensibilità al recupero del territorio e alla sinergia con altri grandi professionisti di spicco di questo bellissimo territorio come “Caterina Ceraudo“.

Visto che qui parliamo anche di VAN che posso dire in merito? La strada per raggiungere Mulinum è facilmente percorribile anche per coloro che posseggono camper di notevoli dimensioni, così anche per il parcheggio antistante il mulino, bellissimo la sera con le lampadine retro accese.

Buona strada e buon gusto a tutti
VAN-eggio