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Il mio amato Eurocamp è parcheggiato, quando è a casa, sotto un albero, una canfora, che produce non solo foglie ma anche semi, piccioli, infiorescenze, legnetti vari ecc. …ma vale per quasi tutti gli alberi dove andiamo a prendere ombra con i nostri Van, non solo la canfora.

Tutto questo materiale vegetale finisce lungo il parabrezza e quindi nelle grate sotto, dette appunto “sgocciolatoio sotto parabrezza” (credo!). Il ducato 244 ha lo “sgocciolatoio” diviso in due, uno lato guida, che non ha alcuna funzione se non quello della fuoriuscita dell’acqua e quello lato passeggero, che invece dentro ha un vano da dove viene aspirata l’aria che va in cabina guida, da qui la ventola che si aziona dalla plancia aspira appunto l’aria. Sul fondo del vano c’è un foro di scolo dal quale fuoriesce l’acqua che il vano raccoglie, l’aria invece viene convogliata da una vaschetta posizionata più in alto nel vano e con la bocchetta rivolta verso l’alto, in modo da non aspirare detriti depositati appunto nel vano.

Nel 2018 proprio alla partenza per il Portogallo, con un caldo infernale, mi si ruppe la ventola quindi niente aria condizionata per tutto il periodo!! Il problema era appunto che la ventola aveva aspirato troppi corpuscoli provenienti dallo sgocciolatoio e si era “fritta” (termine tecnico). Per evitare il ripetersi di ripagare altre €100 circa di ventola ho finalmente dato una pulita.

Prima di smontare il tutto ho chiesto al mio meccanico se togliendo la grata per pulire avessi compromesso le guarnizioni del parabrezza ma l’operazione è più semplice di quanto sembra e prescinde dal parabrezza, che ha ben altre garanzie di aggancio e di guarnizioni che il semplice “sgocciolatoio” di plastichetta!
Per accedere al vano in oggetto bisogna smontare lo sgocciolatoio lato passeggero con una chiave “torx” nei seguenti punti indicati in rosso, alcuni sono accedibili con il cofano aperto altri abbassandolo:

Questo è quello che ho trovato dentro e che vagamente riuscivo solo in parte ad intravedere con la luce del cellulare:

Come prima operazione andrebbe tappato il foro sul fondo con un panno, evitando di spingere il materiale nel buco; ho quindi rimosso il grosso a mano e aspirato con l’aspirapolvere i restanti residui, di conseguenza ho proseguito l’opera di “sanificazione” aspirando nel foro di scolo sul fondo.

Con un po’ di pazienza ed uno sgrassatore, non troppo aggressivo, ed olio di gomito, provare a pulire il vano dall’incrostazione di anni, sono sicuro che dalla fabbricazione ad oggi nessuno è mai andato a pulire li dentro. E’ un’attività che se sei veloce ed il vano non ha molto materiale con poco più di mezz’oretta si riesce. I vantaggi sono la durata della ventola d’aspirazione, la salubrità dell’aria che ti respiri (pollini compresi) e l’evitare che per via del foro di scolo occluso si creino dei ristagni d’acqua ed inizi ad arruginirsi e marcire la lamiera. 

 

Un ultimo consiglio, una volta smontata la grata (sgocciolatoio) sia quella di destra che di sinistra si intravedono anche due accessi, fuori dal vano del cofano, nei pressi degli angoli del parabrezza, che servono per defluire le acque piovane, è utile con la pompa mandare giù un po’ d’acqua per verificare che siano libere, sempre per evitare che per via di intasamenti vari l’acqua faccia ristagni e faccia marcire la carrozzeria. 

Grazie per essere saliti a bordo – Buona strada e buona manutenzione
VANeggio