Lazio - Montefiascone

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L’obiettivo del breve tour era la visita alla “Foresta Fossile di Dunarobba“, località “Casaccia”, nel comune di Avigliano Umbro in provincia di Terni; il problema però è che tutto intorno a portata di pochi km di camper c’è moltissimo da vedere e la visita alla foresta fossile, che si svolge all’aperto e con la guida dura al massimo un’ora, quindi che fai per il resto del fine settimana? Si va a vedere le infiorate nei paesi ed i paesaggi umbro-laziali, ovvio! 

Come prima tappa mi fermo a San Gemini, più nota per le sue sorgenti mano conosciuta però per la bellezza del borgo. Arrivo in serata e qui trovo i cittadini, dai bambini fino a pensionati, impegnati ad adornare il pavè del raccolto centro storico con fiori, petali e colori vari per l’infiorata dell’anno.

Trovo posto per la notte nell’area di sosta comunale, non custodita ma fornita di videosorveglianza, il biglietto si fa al bar del paese; l’area di sosta è fornita di servizi di carico/scarico e allaccio alla corrente elettrica, tutto compreso nell’onesta quota di €4 (meno di un parcheggio ad ora).

Di seguito qualche foto dell’infiorata nelle stradine di San Gemini e le persone che hanno lavorato fino a tardi per finire il lavoro.

Da San Gemini alla “Foresta Fossile di Dunarobba” la distanza è minima, circa 14km. Giunti al centro visite si lascia il mezzo al parcheggio, la struttura si trova lungo la strada ed è ben visibile, si entra per pagare il biglietto e prendere la guida (obbligatoria) e si procede a piedi per circa 800m fino al sito, non è distante ma meglio se non piove (evitate scarpe con tacchi) perché il tutto si svolge all’aperto su terra battuta. Il centro è aperto tutto l’anno, per gli orari far riferimento al sito.

Centro di Paleontologia Vegetale della Foresta Fossile di Dunarobba
Voc. Pennicchia, 46 – 05020 Dunarobba – Avigliano Umbro (TR)
Tel./Fax. +39 0744 940348
email: cooperativasurgente@libero.it

Il sito, venuto alla luce verso la fine degli ’70, conserva degli ottimi esemplari “mummificati” di conifere giganti, risalenti a circa 2,5 milioni di anni (Pilocene). La notizia più affascinante è che sotto l’attuale superficie ci sono altri 60-70 esemplari, preservati sempre dallo stesso strato d’argilla che ha tenuto lontano dalla corrosione e dai batteri gli attuali tronchi oggi visitabili. 
Il video più recente che ho avuto modo di scovare in rete è l’intervista al presidente Massimo Manini, ideatore e presidente del progetto Surgentee, vi lascio qui il video dell’intervista, interessante la spiegazione, simpatica la trasmissione (pubblicità a parte).

Riproduci video

Sapete che qui vicino c’è il mitico borgo di Todi? Dico mitico perché fu fondato nel VIII sec. a.c. dagli Umbri, poi vissuto dagli Etruschi, poi i Romani, i Bizantini e i Longobardi, per finire in ultimo nelle grinfie della chiesa, dove iniziò la sua decadenza. Ci fu un tempo in cui Todi aveva più abitanti di Roma (intorno al 1200 d.c.).

Da Todi scendendo verso il Lago di Bolsena si passa per il più piccolo lago di Corbara e la sua diga.

Superato il bacino di Corbara raggiungiamo il lago di Bolsena, dove troviamo altri cittadini impegnati nella preparazione dell’infiorata, anzi possiamo dire che il grosso della preparazione era avvenuta la sera prima.

Chiudo questo piccolo tour passando da Montefiascone, sfruttando un rosso poetico sul paesaggio circostante.

Di seguito il tragitto percorso:

Grazie per essere saliti a bordo – Buona strada e buon gusto a tutti
VANeggio

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