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Al centro della Val D’elsa, nel XIV Sec. nacque uno delle tre corone della letteratura italiana, il nostro sommo Boccaccio, detto anche “Il Certaldese”, la sua opera più nota è ovviamente “Il Decameron”, onnipresente in tutte le interrogazioni di italiano.

Parliamo nello specifico di Certaldo (FI); come sapete spesso mi muovo per interessi enogastronomici, sebbene viaggi anche per visitare arte, architettura, natura ecc. quindi come si inserisce in questo contesto di letteratura la cucina? Semplice, Certaldo, oltre che avere un borgo medievale molto ben tenuto, è noto anche per le cipolle anzi LA “cipolla di Certaldo”.

Della cipolla di Certaldo, e qui unisco i due ambiti, ne fa menzione anche lo stesso Boccaccio nel Decameron:
“Certaldo è un castello di Val d’Elsa posto nel nostro contado… Nel quale usò un lungo tempo d’andare ogn’anno una volta, un de’ frati di Santo Antonio, il cui nome era frate Cipolla, forse non meno per lo nome che per altra divozione vedutovi volentieri, con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta la Toscana.”

La cipolla di Certaldo è oggi un presidio slow food, organizzato in un consorzio che ne raccoglie circa 700 quintali l’anno; di questa esistono due varietà: una estiva, detta “statina“, l’altra invernale, la “vernina“. 
“Coltivata da sempre nei terreni sciolti intorno al borgo medievale, la cipolla di Certaldo ha le potenzialità per diventare, o meglio, tornare a essere un elemento trainante dell’economia locale.
Il Presidio, avviato grazie al sostegno del Consorzio Certaldo 2000, ha portato al rilancio di tale coltura, mediante il recupero di terreni abbandonati e la costituzione di un centro per il confezionamento e la commercializzazione del prodotto.” <slow food>

Come si consuma questo prezioso bene storico?

Prendo spunto dalle indicazioni fornite dallo stesso presidio Slow Food e confermatomi anche personalmente durante la fiera enogastronomica detta “La Boccaccesca”, che si svolge nella prima settimana di Ottobre di solito, io ho partecipato alla 22° edizione, che per via del Covid19 e del distanziamento è stata organizzata come “Boccaccesca delle eccellenze”, un po’ più ristretta rispetto alle precedenti edizioni ma all’aperto, nel bellissimo corso principale del borgo antico:

© http://acquacottaf.blogspot.com/
© http://acquacottaf.blogspot.com/

Sono ottime in zuppa: si fanno appassire nell’olio caldo, si passano al setaccio e si aggiungono un poco di brodo vegetale e alcune patate fino a formare una crema densa. Si serve con un poco di pepe, olio e crostini di pane toscano.
La cipolla di Certaldo è importante anche nella “francesina”, o “lesso rifatto”: Il muscolo di vitello, lessato e poi raffreddato, si taglia a piccoli pezzi che sono soffritti in padella con la cipolla e il pomodoro, alla fine si aggiunge il brodo per mantenere il tutto morbido.”

Ma veniamo anche a come vivere uno dei borghi più belli della Toscana nonché bandiera arancione. Innanzitutto per arrivare al borgo antico una volta arrivati a Certaldo dovrete attraversare il paese, il borgo è distaccato rispetto alla cittadina e fuori le mura del borgo comunque ci sono degli ampi parcheggi. Volendo c’è comunque una funicolare che unisce la parte nuova di Certaldo al borgo medievale, si prende giù da P.zza Boccaccio ed arriva al borgo a Porta Alberti; il borgo rimane quindi completamente pedonale.

Da non perdere, di particolare interesse culturale: “La casa del Boccaccio”, oggi centro studi sul Boccaccio ed “il Palazzo Pretorio” con le sue prigioni, inizialmente nato come castello, oggi ospita al piano superiore esposizioni di arte contemporanea; la corte interna invece oggi trasformata in parte in giardino ospita una tipica casa giapponese da tè, donata nel 1993 dalla città gemellata di Kanramachi come simbolo di amicizia. 

Nell’antico borgo si svolgono diversi eventi durante l’anno oltre alla “Boccaccesca”, che consiglio a chi non ha solo interessi enogastronomici. 
Consiglio di dare una sbirciata al sito del comune per verificare le date esatte, per esempio nel periodo di Luglio si svolge “Mercantia” improntata sul teatro di strada, musica, danze e artigianato.
La Toscana non si smentisce mai, ogni minuscolo angolo è una sorpresa di interesse culturale, storico ed enogastronomico. Certaldo merita di essere visitato.

Grazie per essere saliti a bordo – Buona strada e buon gusto a tutti
VAN–eggio

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