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In Camper tra le pecorelle

Questa volta non parliamo di itinerari in camper ma di un altro tipo di viaggio; ci troviamo nell’appennino centrale, per parlare di un simpatico progetto, ovviamente si viaggia sempre sul lungo tappeto enogastronomico.

Avevo intervistato il suo rappresentante durante l’evento “Formaticum 2020”(prima che la pandemia bloccasse tutto il mondo) ve ne parlo solo adesso perché ora è possibile spostarsi e intraprendere, se volete, questa bella iniziativa, sfruttando tutti i suoi vantaggi.

Girovagando in lungo ed in largo per interessi enogastronomici mi sono imbattuto in diverse aziende agricole che effettuano adozioni. Adozioni di maialini, pecorelle, alberi da frutto, vigneti, vitellini ecc.

Qui vi parlo di adozione a distanza di una pecorella abruzzese. Iniziativa messa in campo da diversi anni orsono dalla cooperativa Asca (La Porta dei Parchi) ad Anversa degli Abruzzi, nel cuore dei Parchi d’Abruzzo. Si tratta di un vero e proprio contratto a norma del codice civile come bene di acquisto futuro, così da sentirvi veri e propri genitori della vostra pecorella.

Ma non parliamo di una pecorella qualsiasi, si tratta della pecorella “sopravissana”, una razza in via di estinzione, in quanto meno produttiva rispetto alla tipica pecora sarda (che ha ormai sostituito tutte le specie autoctone). La sopravissana si adatta meglio ai climi di montagna, è più resistente per camminare durante le transumanze, produce però meno latte e quindi meno preferita dagli allevatori.
Una storia simile al recupero della pecora “garfagnina” nelle alpi apuane quando dopo diversi km tra i boschi con il camper sono arrivato all’azienda agricola “Cerasa”.
Tanto per capire la differenza della nostra sopravissana, o altre specie simili recuperate da eroi del nostro bel paese, possiamo dare qualche cifra: la pecora sarda produce circa 200 L di latte l’anno mentre la sopravissana ne produce circa 50 di L, con la differenza che il latte però è più grasso quindi con tipici sapori e profumi che poi si esprimono nelle stagionature. Infatti 1 Kg di formaggio richiede per la sopravissana 4-5 L di latte mentre con il latte della pecora sarda ne sono richiesti almeno 7 di L …e questo fa già comprendere la differenza sulla qualità. 
Ve la presento, eccola, con il suo sguardo scrutatore:

 

© http://www.carneitaliana.it/

Sebbene il mercato della lana sia scomparso tra gli allevatori, anzi è divenuto un problema lo smaltimento, il vantaggio ulteriore della sopravissana consiste anche nel suo vello misto merinos, che viene sapientemente sfruttato sotto forma di calzettoni, magliette, borse, giocattoli, coperte, pantofole e perché no anche una simpatica custodia per tablet ecc..

© https://laportadeiparchi.com/mercatino/lana/

Vediamo quali sono i vantaggi nell’adottare la pecorella sopravissana (riprendo le belle parole dei soci fondatori):
“innanzitutto la possibilità di ottenere prodotti biologici di assoluto pregio sia per la qualità della trasformazione sia per il valore nutrizionale che questi prodotti garantiscono, a prezzi naturalmente di produzione. Inoltre adottando la pecorella si hanno ancora sconti sui soggiorni agrituristici, la possibilità di degustare in diretta questi prodotti presso il punto ristoro presente presso la cooperativa Asca e ancora, la possibilità di prendere parte a tutte le iniziative legate alle diverse fasi dell’allevamento, come laboratori di trasformazione del latte, corsi su cosa significa coltivare biologico e naturalmente accompagnare le proprie beniamine quando si trasferiscono all’alpeggio durante la transumanza. L’iniziativa ha avuto il privilegio di essere pubblicata sul New York Times ed ha raggiunto persone interessate da tutti e cinque i continenti”.

Veniamo alle quote di adozione:
Sono previste 4-5 opzioni da un minimo di € 75 ad un massimo di € 190, si riceve l’attestato di adozione tramite email e si ricevono a casa i prodotti che fa la tua pecorella. Assortimento di ricotte, pecorini carne ecc. ovviamente c’è anche l’opzione “vegetariani” con sole produzioni casearie.

Tra i loro formaggi che mi hanno maggiormente coinvolto e che ho avuto la fortuna di assaggiare, sia a “Formaticum” che al loro punto di ristoro a metro 0,  sono la ricotta affumicata al ginepro, misto capra e pecora, molto delicata (la stessa base di ricotta viene prodotta con varie spezie: carry, curcuma, peperoncino, erba cipollina, ecc.), questo per i formaggi freschi, mentre per gli stagionati degni di nota abbiamo sicuramente il “Pecorino Brigantaccio”, pecorino stagionato oltre un anno e forse anche più, mantenuto sommerso dalla crusca, dal sapore intenso e profumato.

E’ possibile partecipare alla loro transumanza ormai resa anche turistica, i periodi ovviamente riguardano i mesi di Giugno, Luglio e Agosto. La durata è di circa 3 notti e 4 giorni di cammino per un totale di quasi 60km in tutto; si percorre lentamente a passo di pecora e si sosta per pranzo e cena in punti specifici raggiungibili in macchina; quindi l’occorrente per le soste viene portato con l’auto, non bisogna caricarsi tutto dietro come un tempo. I gruppi sono di circa 30 persone. Per il programma aggiornato e per prenotare potete fare tutto direttamente dal loro sito.

Se volete potete visitare l’azienda uscendo in autostrada a Cocullo (maps), dove è possibile mangiare al loro punto ristoro e pernottare in azienda prenotando le camere.

IL PASTORE È SCOLPITO DAL SOLE E SOGNATO DALLE STELLE

Grazie per essere saliti a bordo – Buona strada e buona adozione a tutti
VAN–eggio

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