Provenza, andata e ritorno per il Portogallo

Se l’estate 2018 è stata caratterizzata in primis da una serie di fughe dalla calura estiva verso il fresco della montagna (Terminillo, Monte Amiata, Campo Imperatore, ecc.) e da fortuiti incontri tra viaggiatori, Settembre era il mese destinato alla scoperta di iberici territori, alla ricerca di edibili storie, innanzitutto; la meta era Spagna del Sud e Portogallo e ovviamente bisognava per forza passare dalla Provenza. Questo è stato il tragitto per intero, qui parliamo in modo esclusivo della parte provenzale, altrimenti l’articolo diventa un capitolo di un libro, sono costretto a dividerlo in più parti.

La parola Provenza mi trasporta immediatamente tra i campi ed i profumi di lavanda, la costa azzurra, la primavera coloratissima, il buon cibo… Avendola già percorsa e visitata in moto anni fa, diciamola tutta, le soste previste erano principalmente pianificate ad un unico scopo: “Le Ostriche”, tra quegli alimenti che o ami alla follia o non le mangi affatto, non c’è una via di mezzo, non ho mai incontrato qualcuno che desiderasse mangiarne solo un paio.

Preparo il camper già da giorni prima, tirato a lucido, caricato tutti i servizi, bombole, acque ecc.; la mattina prima di partire carico le bici eeeh: si rompe la cinghia del portabici  …ma attenzione, ho la soluzione, le mitiche fascette (le infallibili leggi di Howe: “Ognuno di noi ha un piano che non funzionerà).

Ad ogni modo si parte, Cinghy (il cinghiale simbolo maremmano) e GoPro fissi sulla strada

Qualche sosta in Liguria e si prosegue dritti verso il confine, passando per la bellissima costa ligure.


Quando passi il confine con la Francia inizi subito a notare la diversità nelle omologazioni dei mezzi che possono circolare rispetto all’Italia e la sensibilità di questo bel paese (inventori del “PleinAir) per il mondo del campeggio in generale.

All’andata ho saltato tutta la costa azzurra per puntare direttamente a Sète ma al ritorno ho effettuato una puntatina alla “Route de Cretes” per ricaricarmi dalla stanchezza del viaggio (dall’Algarve a Roma ci sono circa 2700 km
e per ammirare un paesaggio panoramico da mozzafiato.

Route de Crètes

La Route de Crètes è una strada che unisce  Cassis con La Ciotat passando da Cap Canaille (394 m a strapiombo sul mare), lungo il percorso sono stati realizzati diversi punti panoramici, è possibile percorrerla tranquillamente in camper e rubare qualche scatto. Sul punto più alto a 349 metri s.l.m., c’è un semaforo del 1791. E’ ancora presente una torre militare che aveva funzioni di controllo marittimo, è un percorso da fare almeno una volta se si passa sulla costa azzurra.

 

Sète (la Venezia francese)

Sète, nell’Occitania francese distretto di Hérault, è principalmente conosciuta per lo scenario medioevale de “Le Giostre Nautiche”, che si esprimono da Giugno a Settembre lungo il molo del Royal Canal ma la vera competizione avviene intorno al 25 Aprile per circa 6 giorni; sono come una specie di palio per Siena o altra competizione che vede contrapposte contrade, quartieri e nel caso di Sète i distretti della Languedoc. La manifestazione esiste dal 1666, per celebrare la costruzione del porto, “Le Giostre Nautiche” premiano il vincitore con il dono dell’immortalità e l’incisione del proprio nome nella sala del museo Paul Valéry.

A Settembre si stavano allenando i ragazzi

Controllate l’evento sul sito dell’ufficio del turismo di Sète.

 Bouzigues

A 15 minuti da Sète, affacciato sulla medesima baia di Sète c’è il piccolo centro di Bouzigues, noto per l’allevamento delle ostriche e per i numerosi ristoranti lungo il porticciolo (mi ricorda “Sferracavallo” in Sicilia vicino Palermo), dove si consumano i prodotti degli allevamenti della baia antistante, l'”Étang de Thau”. Si producono principalmente mitili e ostriche, più o meno dal costo di €0,50 cadauna (dipende dalla tipologia e misura dell’ostrica).
La molluschicoltura del mediterraneo nasce proprio dallo stagno di Thau, molto diversa rispetto al già visitato impianto in Bretagna di Cancale, quest’ultimo soggetto a maree oceaniche che al contrario il mediterraneo non offre e con tipologie quindi di ostriche (huîtres) e di tecniche diverse rispetto agli allevamenti di Bouzigues; nello stagno di Thau (che produce circa la metà delle ostriche francesi) si alleva mediante la tecnica “a sospensione” in cassette di plastica; vale a dire che le cassette che contengono i molluschi sono isolate dal fondo.

La baia al tramonto colora i ristoranti, il porticciolo ed il piccolo centro di Bouzigues, resistere al richiamo delle ostriche in mostra lungo i ristorantini è come per un marinaio della ciurma di Ulisse restare indifferente all’ammaliante canto delle sirene.

Giusto per dare un quadro della situazione quando arrivi a Bouzigues, il primo cartello all’ingresso della strada sulla costa è il seguente: “ristoranti a destra e ristoranti a sinistra” nessun’altra indicazione, nient’altro da aggiungere per indicare come andrà a finire la vostra serata!

Devo assolutamente raccontare un aneddoto ad encomio della polizia locale, senza voler con questo fare dei paralleli con il nostro paese. Avevo parcheggiato abusivamente lungo la stradina che costeggia la baia, leggermente decentrato rispetto al centro dei ristoranti ma comunque vietato ai camper (non avevo visto il cartello), ovviamente non stavo campeggiando ero completamente chiuso e ci ho solo passato la notte.

Quando mi sono svegliato ho trovato un foglietto dei vigili urbani sul parabrezza, stavo cercando un posto dove pagare la multa e scusarmi e chiedo indicazioni ad un vigile per strada, che mi fa notare (non avevo neanche aperto per bene il foglio) che non era una contravvenzione ma un foglio informativo che segnava un’area di sosta comunale attrezzata e gratuita, la mappa del paese ed i ringraziamenti per aver visitato Bouzigues. Mi scuso per l’accaduto spiegando che dopo aver mangiato e bevuto (tanto) a cena la sera prima non me l’ero sentita di guidare e mi ero messo a dormire lì dov’ero; al che il vigile mi ha detto che avevo fatto bene e di non preoccuparmi, l’importante è che avevo passato una bella serata.
Vi garantisco che è servita come lezione molto di più della contravvenzione, non parcheggerei mai una seconda volta con il camper lungo quella strada.

Al ritorno dal Portogallo sono poi ripassato ad omaggiare un altro ristorantino e a portare un presente agli amici romani, qualche cassetta di ostriche che ho diligentemente incastrato nel frigo di VAN-eggio (che ne ha viste tante), ho preso i contatti con l’allevatore per eventuali spedizioni future ovviamente.

Riprendo strada puntando verso l’oceano passando da Biarritz e sostando per una breve tappa a Carcassonne per visitare il famoso castello.

Carcassonne

Il castello Comtal della città fortificata di Carcassonne, era un tempo considerato inespugnabile, le fondamenta e fortificazione della collina iniziarono con i romani intorno al 100 a.c. per finire ai giorni nostri, dopo diversi usi, ampliamenti e resistenze ad essere oggetto di più alti e nobili scopi artistici, ultimamente per un’installazione anamorfica dell’artista svizzero “Felice Varini”.

Lascio Carcassonne percorrendo la strada ai piedi della catena dei piccoli Pinerei francesi e non ho resistito alla tentazione di far passare VAN-eggio dall’unica grotta naturale europea carrabile anche in camper.

Le Mas d’Azil

Trattasi di una grotta scavata nel tempo dal fiume Arize, nel massiccio del Plantaurel (1.011m s.l.m.), consiglio la visita al museo. Appena dopo la grotta c’è una piccola area di sosta dove ho passato la notte.

Le Mas d’Azil è un piccolo comune del distretto di Ariège, di circa 1.200 abitanti; percorrendo qualche stradina nella bella campagna dei Midi Pyrenees, invito a vagare o VAN-eggiare se volete per qualche km perdendovi tra la natura, è una zona dove si riversano numerosi turisti per attività all’aperto come ciclismo, escursioni, canottaggio, equitazione, ecc. si possono ammirare diversi vigneti ed è una zona vocata alla pastorizia (sono noti i vari prodotti,  non solo vini e formaggi, di questa zona).

Lascio da qui la Francia per puntare verso la valle del Douro in Portogallo, passando per la Spagna ovviamente, ma la costa nord del Cantabrico e le loro famose lavorazioni di “Anchoas de Santoña” l’avevo già battute qualche anno fa per cui tirerò dritto, i vini portoghesi chiamano.

Saluti a tutti
VAN-eggio

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